green pass e caregiver

Con l’emergenza Covid-19, sono emerse delle problematiche molto serie per quanto riguarda colf, caregiver e badanti. Come si devono comportare in tempo di pandemia?

Più di un milione di assistiti in Italia hanno bisogno di cure e circa il 78% sono anziani. Ciò significa che sono più a rischio e che l’attenzione alla protezione deve essere maggiore.

L’assistenza agli anziani e alle persone non autonome deve essere continuativa e garantita. Non è possibile lasciare un assistito senza un supporto nelle sue attività quotidiane. Ecco perché il Governo ha dovuto ripensare le regole circa il lavoro di badante e il ruolo di caregiver. Si tratta di una serie di indicazioni per prevenire il contagio e assistere nel modo più appropriato una persona.

Green pass, distanziamento, uso dei dispositivi di protezione, nuove norme igieniche. Tutte queste tematiche sono state affrontate dai vari Decreti Legge da marzo 2020 fino ad oggi. Quali sono le nuove disposizioni per badanti e caregiver in periodo di Coronavirus?

Uso dei dispositivi di sicurezza

Il primo passo per contenere il contagio da Coronavirus è l’impiego di dispositivi di protezione personali. Anche se si tratta di un parente stretto, il caregiver è tenuto a utilizzare guanti, mascherina e igienizzante per le mani quando si rapporta con l’assistito.

Secondo il Decreto Legge del Marzo 2020, è proprio chi richiede la presenza di un badante a dover fornire tutti i dispositivi di sicurezza necessari per portare a termine la mansione di assistente.

La badante o il caregiver deve lavarsi spesso le mani in modo accurato, per almeno 20 secondi, senza tralasciare alcuna parte della mano. Questa operazione va effettuata prima dei pasti e anche prima di offrire supporto di qualsiasi tipo all’assistito che richieda contatto fisico. La distanza di almeno un metro è sempre richiesta.

Anche la mascherina è fondamentale quando si assiste una persona. Tuttavia, i caregiver e badanti che hanno in cura degli individui affetti da demenza possono anche toglierla, per migliorare l’interazione con essi.

Abitudini in casa

Caregiver e badanti devono rispettare il distanziamento nei luoghi pubblici ed evitare posti affollati. E’ preferibile affidarsi a servizi di delivery o ad altri familiari se si necessita della spesa o di altri tipi di compere.

I visitatori in casa sono concessi, ma solo se indossano dispositivi di protezione. Le visite devono comunque essere limitate.

Particolare cura va posta anche all’ambiente domestico: le stanze vanno arieggiate, mentre deve essere garantita la pulizia e l’igienizzazione delle superfici.

Caregiver e green pass

In Europa, siamo stati tra gli ultimi stati a richiedere il green pass anche per i caregiver. Dal 15 ottobre, infatti, sia a colf che badanti che ai caregiver è stato richiesto di esibire il green pass obbligatoriamente, soprattutto se si recano nelle strutture ospedaliere in compagnia dell’assistito.

Moltissimi caregiver al momento non sono vaccinati e questo preoccupa molto. Non appena scattata la pandemia e poi la campagna vaccinale, la confusione è stata molta: colf, badanti e caregiver devono possedere il green pass? Come si devono comportare le famiglie degli assistiti?

Dei 920 mila collaboratori domestici in regola, probabilmente il 30% non è vaccinato. I sindacati hanno disposto l’obbligo di vaccino per i lavoratori regolari e per i caregiver riconosciuti, che hanno frequentato un corso per caregiver e badanti. Tuttavia, è difficile tenere conto della situazione dei lavoratori irregolari e, intanto, i numeri dei contagi aumentano.

Secondo gli ultimi Decreti Legge, un datore di lavoro che sorprende la badante senza green pass può allontanarla dalla mansione fino all’avvenuta iniezione. Ma come fare nel caso dei caregiver? Non si può certo allontanare un figlio dal genitore anziano.

Situazione di caregiver, badanti e Covid in Italia

Secondo una stima di Domina, sarebbero circa 600mila i lavoratori domestici senza green pass. Ovviamente, come già specificato, stiamo parlando di persone in regola, senza calcolare le assistenti in nero e i familiari che si improvvisano caregiver senza una specifica licenza.

Il problema principale di questa scarsa copertura vaccinale proviene anche dai paesi di origine delle badanti e colf. Molte sono dell’Est Europa, Sud America, Africa, dove i vaccini non sono così diffusi. Molte badanti, tra l’altro, sono state vaccinate con Sputnik, una dose di vaccino non riconosciuta dall’Ema che quindi non consente di ottenere la certificazione verde per lavorare in Italia.

In questo caso, come vale per tutti gli altri lavoratori dipendenti pubblici e privati, avverrebbe la sospensione dell’impiego con relativa retribuzione che non viene erogata fino al 31 dicembre 2021 come da ultime disposizioni. L’obiettivo è ovviamente quello di diffondere maggiormente il vaccino.

Questa presa forte di posizione è stata necessaria per contenere delle conseguenze disastrose per i contagi. Le persone assistite da badanti e caregiver sono spesso anziane o malate, quindi più a rischio contagio e anche morte.

Controllo del green pass per caregiver e badanti

Il datore di lavoro deve chiedere il green pass alla badante. A loro volta, le strutture medico sanitarie devono provvedere al controllo del possesso di certificazione verde sui soggetti caregiver.

Se la badante è in regola, ma non possiede il green pass, allora avviene la sospensione del lavoro fino alla presentazione di un’idonea certificazione verde Covid-19. Non significa che la badante venga licenziata, ma solo sospesa, con sostituzione di un’altra professionista (senza alcun costo aggiuntivo in quanto non è tenuta a corrispondere la retribuzione al titolare né a versare i contributi Inps e Cassacolf per tutta la durata del periodo di sospensione). Anche il suo stipendio viene fermato e questo non vale solo con una famiglia ma con tutte quelle a cui potrebbe prestare servizio.

Lo stesso trattamento viene riservato a quelle assistenti che presentano un green pass non valido o scaduto.

Una famiglia ha la facoltà di allontanare l’assistente dall’assistito, in modo da tutelarne la salute. Per controllare la certificazione bisognerà utilizzare l’apposita app e soprattutto seguire le direttive del governo. Questo è molto complicato nel caso dei lavoratori irregolari, in quanto spesso non si vuole rinunciare a una badante o a un caregiver.

Sanzioni per mancato controllo green pass

Il datore di lavoro della badante deve controllare il green pass della stessa, sia essa italiana o straniera, in regola o non in regola. Se ciò non avviene, il datore di lavoro è soggetto alle sanzioni per il mancato controllo, oltre che a quelle per favoreggiamento del lavoro nero.

La sanzione può raggiungere i 1000€ per il datore di lavoro e i 1500€ per il dipendente che non si è vaccinato.

Conclusioni

Dal 15 ottobre è stato reso obbligatorio il green pass per badanti e caregiver, in quanto la situazione sta tornando a essere delicata e bisogna ricominciare a contenere i contagi. Il datore di lavoro deve per forza controllare il green pass del badante, mentre i caregiver devono esibirlo per forza quando accedono a strutture ospedaliere.

Se un lavoratore non ha il green pass, non lo si può licenziare, tuttavia, può essere allontanato dall’assistito e il suo stipendio può essere sospeso fino al 31 dicembre 2021, con conseguente assunzione di un altro badante.

L’obiettivo è quello di aumentare la sensibilità al vaccino e di diffondere di più la campagna. Senza di essa, i soggetti più cagionevoli rischiano di contrarre il virus che, in certi casi, potrebbe essere loro fatale.

Se in questo momento vuoi frequentare un corso per caregiver e badanti per assistere un tuo caro, rivolgiti a Badacare e scopri tutto quello che c’è da sapere sul mondo dell’assistenza e della salute.

Stefano Pepe | fondatore Badacare

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